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Domenica 10 Luglio 2011
Palazzo Barberini con 10 nuove sale
di Marco Carminati
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Mentre il progetto dei Grandi Uffizi ancora langue e quello della Grande Brera aspetta e spera, a Roma le cose si sono mosse. Anche il progetto di ampliamento della Galleria Nazionale di Roma sembrava destinato a non vedere mai la luce: una vicenda che si trascinava del 1949 con il problema del Circolo Ufficiali che non voleva lasciare il pian terreno di Palazzo Barberini, ostacolando così l'espansione naturale della Pinacoteca.
Però, dopo essersi barcamenata per decenni, la vicenda di Palazzo Barberini si è risolta con una repentina ed esemplare conclusione. Meno di un anno fa, la facciata principale e gli scaloni monumentali del palazzo (capolavori di Gian Lorenzo Bernini) sono stati mirabilmente restaurati. Contestualmente è stata recuperata una metà del pian terreno (quella già occupata dal circolo ufficiali) e qui ha trovato degna sede la prima parte della Pinacoteca con le opere che vanno dall'Alto Medioevo a Filippo Lippi. Il restauro ha interessato anche il piano nobile, in particolare la colossale sala di Pietro da Cortona con le pareti arricchite da sontuosissimi damaschi e le sale destinate ad accogliere i capolavori di Caravaggio e della scuola caravaggesca.
Sembrava già una grande conquista il poter vedere in sequenza i capi d'opera della collezione, dai crocifissi del Duecento alla Giuditta e Oloferne di Caravaggio passando per la Fornarina di Raffaello. E invece, pochi giorni fa, la sovrintendente Rossella Vodret ha dato un nuovo annuncio: anche il secondo piano del palazzo ha riaperto al pubblico ospitando il seguito della storica Pinacoteca.
Un ampliamento di ben 10 sale che, aggiungendosi alle 24 già aperte, porta a 34 il numero degli ambienti nei quali si dispiega la ricchissima collezione. Così fatta, la Galleria Nazionale di Arte Antica diventa in effetti uno dei più grandi musei romani. Il secondo piano della Galleria contiene una selezione di 200 dipinti databili tra la metà del Seicento e la seconda metà del Settecento, in evidente continuità con il percorso del piano nobile. Molti di questi quadri non sono mai stati esposti al pubblico e la scelta delle opere presentate, curata dal direttore della Galleria, Anna Lo Bianco, ha privilegiato dipinti che rappresentano al meglio l'evolversi della storia delle arti figurative dal Barocco al Neoclassicismo, offrendo al visitatore una panoramica esauriente delle varie scuole, dei più significativi autori e dei generi ricorrenti. Infatti, a differenza della maggior parte dei musei romani, la Galleria Nazionale di Palazzo Barberini offre un'antologia di autori, epoche e aree geografiche assolutamente più vasta, configurandosi come un vero e proprio libro di storia dell'arte figurativa italiana dal Medioevo all'Illuminismo.
Il percorso espositivo del secondo piano è articolato secondo una sequenza cronologica che tiene conto anche delle scuole pittoriche e delle provenienze geografiche. In alcune sale ci si sofferma sui generi (il ritratto, la veduta urbana, i paesaggi), in altre sono raccolti alcuni nuclei collezionistici unitari, come la sala riservata alla Collezione Lemme e quella della collezioni del Duca di Cervinara (ricca di esempi di pittura francese del Settecento). In più si aggiunge la bellissima Sala Corvi, interamente decorata attorno al 1780 da tempere di Domenico Corvi e ora mirabilmente recuperata.
Quali sono le opere imperdibili del secondo piano? Suggerirei di soffermarsi davanti all'Angelo custode di Pietro da Cortona, al Ritratto di Urbano VIII di Gian Lorenzo Bernini, alla Poesia di Salvator Rosa, al Banchetto del ricco Epulone di Mattia Preti, al Ritratto di Henry Peirse di Batoni, alle vedute veneziane di Canaletto e quelle romane di Caspar van Wittel. Ma c'è anche il "falso" più famoso del Settecento: è il celebre Giove e Ganimede che Mengs dipinse ad affresco in stile antico per imbrogliare Winckelmann che ci cascò in pieno, prendendo il dipinto per buono e scrivendo su esso alate parole. Solo in punto di morte, Mengs confessò il suo peccatuccio e Winckelmann, molto seccato, fece in tempo a cancellare dai suoi libri ogni riferimento a quella sorprendente e sublime «pittura antica».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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 Direttore: Glauco Cavaciuti Fondata nel: 2006 Città: Milano
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