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Sabato 05 Novembre 2011
A rischio il sostegno all'arte

Le banche continueranno a essere fedeli all'arte? Fedeltà economica molto utile in questi ultimi due anni, ma con i mercati finanziari in tempesta i dubbi non mancano. Il rapporto inglese Art&Business del 2009-10 già registrava il taglio delle sponsorizzazioni corporate a livello europeo del 20%. Fortunatamente alcuni istituti stranieri non tagliano: Deutsche Bank sponsorizza ancora la fiera londinese Frieze e nel 2012 la nuova edizione di New York. Ubs resta fedele ad Art Basel e Miami Basel e Credit Suisse alla National Gallery di Londra. E in Italia?
Difficilmente banche e fondazioni bancarie continueranno a sostenere i loro programmi culturali. Tra le più impegnate UniCredit, in partnership con i più importanti musei d'arte – dal Castello di Rivoli al Macro, dal MAMbo al Maxxi e al Mart –, non ha fatto nulla, in qualità di main sponsor, per salvare la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano. Ancora, la Fondazione Manodori taglierà del 25% le erogazioni per l'arte e la cultura per i prossimi tre anni. Motivo?
L'autorità bancaria europea ha chiesto a UniCredit un aumento di capitale per 7,4 miliardi di euro, e il patrimonio della Manodori è costituito soprattutto da azioni UniCredit. La Fondazione dovrà deliberare se partecipare all'aumento o scontare la diluizione del pacchetto azionario. E per i soci si profila anche la riduzione o l'azzeramento dei dividendi UniCredit.
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Settimana in rialzo per il Mps Art Market Value Index (+1,4%), sulla scia delle performance superiori sia del FTSE Mib (+3,1%) che dello S&P 500 (+2,0%). Tra le aste rilevanti della settimana, è stata battuta lo scorso 29 aprile da Sotheby's a New York l'asta "A Treasured Legacy: The Michael and Judy Steinhardt Judaica Collection" per 8,5 milioni di dollari, con un tasso di venduto del 92,6% per lotto e del 84,9% per valore. Ottimo risultato, oltre le aspettative, per la collezione privata di "Sir Gawaine and Lady Baillie", che ha registrato lo scorso 1 maggio a Londra 6,2 milioni di dollari. Inoltre, il 2 maggio, a Londra, è stata battuta per 9,7 milioni di dollari l'asta "Prints" con un tasso di venduto del 85,8% per lotto e del 87,7%. Per Christie's, invece, si segnalano l'asta "Prints and Multiples" battuta a New York il 30 aprile per un valore pari a 10,3 milioni di dollari e l'asta "Antiquities" che sempre nella Grande Mela è stata battuta per 6,5 milioni di dollari.