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Sabato 28 Luglio 2012
Alla Turbine Hall il performer Sehgal
di Sara Dolfi Agostini

Complici le Olimpiadi, la Tate Modern di Londra ha anticipato di tre mesi il consueto appuntamento annuale con le Unilever Series, le commissioni artistiche prodotte per i monumentali spazi della Turbine Hall con il supporto dell'omonima azienda di 4,25 milioni di sterline in 12 anni. Dopo Olafur Eliasson e Ai Wei Wei, è il turno Tino Sehgal (1976) che produrrà «These Associations», prima performance collettiva ad occupare la Turbine Hall. L'artista anglo-tedesco, diplomato in economia politica e danza, è noto al pubblico per aver rappresentato la Germania alla Biennale di Venezia del 2005 con una coreografia interpretata dai guardiani di sala e, di recente, la sua opera a Documenta 13 – una danza sciamanica performata nell'oscurità di una stanza – è stata tra le più acclamate dalla critica. Per l'appuntamento nella Turbine Hall, Sehgal ha acceso i riflettori sull'antica vocazione dello spazio per la produzione di energia, proponendo in alternativa agli ingombranti motori industriali un paradigma "energetico" umano, alimentato da conversazioni e movimenti. Interpreti di «These Associations» 50 londinesi pagati 8,30 sterline all'ora, come previsto dal London Living Wage, per diventare narratori di storie paradigmatiche del vivere insieme e interagire con i visitatori della Tate Modern. L'obiettivo, ambizioso, è quello di riformulare l'esperienza estetica di contemplazione dell'oggetto artistico canonizzata dai musei, aprendo a nuove ipotesi di condivisione e riflessione critica. Anche nella vendita delle sue opere Sehgal sfida il sistema, scegliendo transazioni commerciali orali, di fatto le sue sono istruzioni per la riproduzione delle sue performance. «L'acquisto è perfezionato di fronte ad un notaio o un avvocato e vi assistono i delegati della galleria e l'istituzione o il collezionista acquirente» spiega Karina Daskalov, che rappresenta l'artista per la galleria Marian Goodman di Parigi e New York. E aggiunge: «Tutto è lasciato alla memoria, non sono previsti né documenti scritti né tantomeno visuali, modalità inadeguate per Sehgal per fruire l'opera». Cosa si acquista, dunque? «Il diritto di riprodurre la perfomance, di solito in edizione di 4-7 esemplari, e di farlo in modo autosufficiente accettando le condizioni stabilite dall'artista» prosegue Daskalov, sottolineando l'esigenza di pagare al performer uno stipendio orario. Il prezzo dell'opera, naturalmente, parte da cinque cifre e non esistono sue opere sul mercato secondario.
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Mps Art Market Value Index

Settimana in rialzo per il Mps Art Market Value Index (+1,4%), sulla scia delle performance superiori sia del FTSE Mib (+3,1%) che dello S&P 500 (+2,0%). Tra le aste rilevanti della settimana, è stata battuta lo scorso 29 aprile da Sotheby's a New York l'asta "A Treasured Legacy: The Michael and Judy Steinhardt Judaica Collection" per 8,5 milioni di dollari, con un tasso di venduto del 92,6% per lotto e del 84,9% per valore. Ottimo risultato, oltre le aspettative, per la collezione privata di "Sir Gawaine and Lady Baillie", che ha registrato lo scorso 1 maggio a Londra 6,2 milioni di dollari. Inoltre, il 2 maggio, a Londra, è stata battuta per 9,7 milioni di dollari l'asta "Prints" con un tasso di venduto del 85,8% per lotto e del 87,7%. Per Christie's, invece, si segnalano l'asta "Prints and Multiples" battuta a New York il 30 aprile per un valore pari a 10,3 milioni di dollari e l'asta "Antiquities" che sempre nella Grande Mela è stata battuta per 6,5 milioni di dollari.