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Sabato 28 Luglio 2012
China Guardian sbarca a Hong Kong
di Silvia Anna Barrilà
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La casa d'aste China Guardian ha annunciato l'apertura di una sede a Hong Kong, dove terrà la prima asta a inizio ottobre in competizione con Christie's e Sotheby's (con quest'ultima sulla pittura moderna e tradizionale). La notizia rivela la volontà di affermarsi a livello internazionale, come ha dichiarato la direttrice della casa d'aste Wang Yannan: «Hong Kong è il centro finanziario dell'Asia ed è anche un porto franco internazionale. Crediamo che Hong Kong darà slancio agli affari della nostra compagnia grazie al comodo sistema di trasporti e le condizioni di business favorevoli ai clienti stranieri».
Effettivamente nella Cina continentale gli affari di China Guardian non brillano: alle aste primaverili è stata quella tra le quattro big – Poly Auction, Christie's e Sotheby's – a soffrire maggiormente del rallentamento del mercato dell'arte nella Repubblica Popolare, registrando una perdita del 45% delle vendite rispetto all'autunno 2011 (dati ArtTactic). Il totale delle vendite delle quattro case d'asta è sceso, a giudizio di ArtTactic, del 32% rispetto all'autunno 2011 (da 2,2 miliardi di dollari a 1,5) e del 43% rispetto al picco della primavera 2011. Le insidie del mercato continentale sono molte, esso pecca di affidabilità e trasparenza.
Sotheby's in questi giorni ha dato il via ad una causa contro un cliente cinese di nome Zhang Bo che non ha pagato 20 opere acquistate all'asta ad Hong Kong il 3 aprile per un valore totale di 3,5 milioni di dollari, tra le opere aggiudicate e non pagate «Grazing Under the Tree» di Xu Beihong (in foto battuta per 1 milione di dollari) e «Calligraphy Couplet in Xingshu» di Zhang Daqian (per 126mila dollari).
Resta, poi, il problema della mancanza di democrazia e della forte censura: Ai Weiwei – incarcerato nel 2011 per tre mesi – il 20 luglio si è visto respingere il ricorso presentato contro una multa di 2,4 milioni di dollari per presunta evasione fiscale. Nonostante ciò il mercato dell'arte cinese continua a cercare nuove vie di espansione, puntando sull'investimento indiretto. Aumentano i fondi d'investimento in arte e le borse valori che scambiano titoli in opere d'arte, come segnalato da «The Art Newspaper». L'ingresso di questi fondi rappresenta un rischio nel breve poiché molto attivi in asta soprattutto nella pittura moderna – forse anche autori del record di 65 milioni di dollari per Qi Baishi da China Guardian nel maggio 2011 – un loro possibile fallimento comporterebbe notevoli stravolgimenti e il riflusso di grandi quantità di opere sul mercato. Tra i più noti fondi ci sono quelli della Minsheng Bank di Pechino, della China Merchants Bank (arte contemporanea cinese), del Noah Wealth Management e del Terry Art Fund Management di Shanghai (pittura cinese).
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 Direttore: Claudio Marcantoni Fondata nel: Città: Roma
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Mps Art Market Value Index Settimana in rialzo per il Mps Art Market Value Index (+1,4%), sulla scia delle performance superiori sia del FTSE Mib (+3,1%) che dello S&P 500 (+2,0%). Tra le aste rilevanti della settimana, è stata battuta lo scorso 29 aprile da Sotheby's a New York l'asta "A Treasured Legacy: The Michael and Judy Steinhardt Judaica Collection" per 8,5 milioni di dollari, con un tasso di venduto del 92,6% per lotto e del 84,9% per valore. Ottimo risultato, oltre le aspettative, per la collezione privata di "Sir Gawaine and Lady Baillie", che ha registrato lo scorso 1 maggio a Londra 6,2 milioni di dollari. Inoltre, il 2 maggio, a Londra, è stata battuta per 9,7 milioni di dollari l'asta "Prints" con un tasso di venduto del 85,8% per lotto e del 87,7%. Per Christie's, invece, si segnalano l'asta "Prints and Multiples" battuta a New York il 30 aprile per un valore pari a 10,3 milioni di dollari e l'asta "Antiquities" che sempre nella Grande Mela è stata battuta per 6,5 milioni di dollari.
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