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Sabato 15 Settembre 2012
Portafogli dei collezionisti difesi dall'arte etnica

Nella 16ª edizione della Biennale des Antiquaires, in calendario dal 14 al 23 settembre al Grand Palais di Parigi, molta l'arte primitiva, dall'Africa, dalle Americhe e dall'Oceania – Didier Claes e Bernard De Grunne dal Belgio e Bernard Dulon e Yannick Duran dalla Francia –, contemporaneamente dall'11 settembre si è aperta l'11ª edizione dei «Parcours des Mondes» (fino al 16 settembre) la "fiera non fiera" dedicata all'arte "altra". Tutte occasioni di mercato di altissima qualità per l'arte etnica.
Ma com'è andato negli ultimi anni in asta questo segmento particolare, raro e prezioso perché molto spesso già racchiuso nei musei nazionali o vincolato dalle tutele dei paesi d'origine. Interrogando per «ArtEconomy24» la banca dati d'asta di arte etnica della Facoltà di Economia, sede di Rimini dell'Università di Bologna, Lucia Modugno, assegnista di ricerca del Dipartimento di Scienze Statistiche dell'Università di Bologna ci permette di scoprire che nel biennio 2010-2012 l'arte africana è quella che ha raggiunto i prezzi più alti in asta. «Come in passato, ma con prezzi superiori al 1998-2007» conferma Lucia Modugno, «l'aggiudicazione più alta ha superato i 5 milioni di euro per un oggetto di arredo in legno Luba battuto in asta da Sotheby's nel 2010, seguita dall'arte oceanica, che ha superato spesso il milione». Mentre l'arte precolombiana, ormai sempre più rara, presenta oggetti più ordinari attestandosi solo talvolta oltre i 300mila euro, cifra invece mai superata dalle opere dei nativi d'America. «Insomma le Americhe non spuntano prezzi paragonabili a quelli delle civiltà africane e oceaniche confermando il trend degli anni passati, ad eccezione di qualche raro pezzo precolombiano» prosegue la studiosa. Il successo in asta si misura dall'invenduto: «Il 17% sul valore per l'arte africana e del 24% sul numero dei lotti dimostra che passano pezzi di maggior valore: la selezione è più forte rispetto ad altre aree». Per l'arte precolombiana l'invenduto si attesta al 19% sul valore (20% sul numero dei lotti), per quella oceanica al 16% (24%), ottima la risposta del mercato per l'arte indiana solo l'1% in valore resta al palo (2%). Ma da quale prezzo si deve partire per portare a casa un pezzo di arte tribale? La soglia dei 28mila euro è stata individuata nel saggio di «Tribal art market: signs and signals» dello scorso febbraio di Guido Candela, Massimiliano Castellani, Pierpaolo Pattitoni, come spartiacque tra segmento medio-basso e medio-alto: oltre i 28mila euro l'oggettistica risulta avere probabilità di vendita superiori. Ma in questi due ultimi anni il prezzo medio in asta è schizzato da Sotheby's e Christie's. «Dai 14mila euro del 1998 nel 2008 è salito a 61mila e nel 2011 a 110mila. Dal 1998 a oggi il prezzo medio è cresciuto di sette volte, di 2,5 dal 2008, di 1,2 dal 2010: la domanda è cresciuta e si è ridotta l'offerta di oggetti di maggior valore» prosegue Modugno.
La casa d'asta che si distingue nel comparto è Sotheby's: il 12 dicembre batterà a Parigi un'asta di «Art d'Afrique et d'Océanie» e il 22 e il 23 marzo prossimi offrirà un'importante collezione di arte precolombiana. Qui i prezzi medi sono solitamente più alti sulla piazza di Parigi e si attestano intorno ai 152.675 euro per l'arte africana (più offerta e richiesta con 202 opere scambiate nel biennio considerato) e sui 123.782 per l'arte oceanica (106 opere vendute). Anche per Christie's Parigi è il centro degli scambi ma i prezzi medi sono più bassi: 31.395 per l'arte dell'Oceania e 30.825 per quella africana. New York è la seconda piazza per scambi e i prezzi sono ben inferiori.
Scendendo nel dettaglio delle aree geografiche la banca dati è in grado di fotografare per tipologia di oggetti e per etnie il prezzo medio, il numero di opere vendute e la probabilità di scambio. Così scopriamo che nel precolombiano le più richieste sono le maschere (le più care prezzo medio 86.193 euro), gli oggetti sacri, le armi e i gioielli, sebbene la maggior offerta negli incanti sia di sculture (65 pezzi venduti). In particolare sono le opere Maya ad essere le più care (prezzo medio 33.673), seguite da quelle di cultura Veracrus (30.796 euro in media), sebbene entrambe non siano le più scambiate: il primato va ai manufatti di cultura Mezcala. Il valore medio più alto delle opere oceaniche è stabilito dalle sculture (prezzo medio 207.152), seguite dagli strumenti musicali (196.322 euro), l'offerta maggiore sul mercato è composta da ornamenti, utensili e armi, ma sono i tessuti a ottenere il 100% di venduto con il prezzo medio di 20.123 euro. E tra le etnie, quella Maori detiene il prezzo medio più alto (142.057 euro) e il maggior numero di opere offerte, mentre la cultura Abelam fa l'en plein in asta. Di origine africane le aste sono piene di sculture, utensili e maschere, ma il prezzo medio più alto lo raggiungono gli arredi (359.122 euro), però sono più richiesti tessuti e armi. Sono gli oggetti di cultura Lega ad essere i più cari (prezzo medio 161.360) e i più richiesti in asta, seguiti da quelli della civiltà Yoruba. Il maggior numero di pezzi però arriva dalla cultura Baoulé. Infine degli indiani nativi d'America sono le maschere gli oggetti più preziosi (prezzo medio 202.416 euro), richiestissimi in asta anche oggetti sacri, ornamenti, sculture, strumenti musicali, utensili, abbigliamento e armi. Gli oggetti delle tribù Hopi sono quelli più cari (24.146) e più ambiti. L'analisi è stata elaborata su 20.449 osservazioni di oggetti di arte etnica messi all'incanto tra il 1998 e il primo semestre 2012, di cui 5.809 restati invenduti; sei le case d'asta analizzate: Sotheby's, Christie's, Encheres Rive Gauche, Piasa, Koller e Bonhams; quattro le piazze di scambio: New York, Parigi, Zurigo e Amsterdam. I numeri ci portano a concludere che gli oggetti di quelle culture più diffuse, studiate e seguite dai media, hanno maggior successo di mercato. Marilena Pirrelli
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Settimana in rialzo per il Mps Art Market Value Index (+1,4%), sulla scia delle performance superiori sia del FTSE Mib (+3,1%) che dello S&P 500 (+2,0%). Tra le aste rilevanti della settimana, è stata battuta lo scorso 29 aprile da Sotheby's a New York l'asta "A Treasured Legacy: The Michael and Judy Steinhardt Judaica Collection" per 8,5 milioni di dollari, con un tasso di venduto del 92,6% per lotto e del 84,9% per valore. Ottimo risultato, oltre le aspettative, per la collezione privata di "Sir Gawaine and Lady Baillie", che ha registrato lo scorso 1 maggio a Londra 6,2 milioni di dollari. Inoltre, il 2 maggio, a Londra, è stata battuta per 9,7 milioni di dollari l'asta "Prints" con un tasso di venduto del 85,8% per lotto e del 87,7%. Per Christie's, invece, si segnalano l'asta "Prints and Multiples" battuta a New York il 30 aprile per un valore pari a 10,3 milioni di dollari e l'asta "Antiquities" che sempre nella Grande Mela è stata battuta per 6,5 milioni di dollari.