ART ECONOMY 24
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17 giugno 2012
Classici moderni e contemporanei ad Art Basel
di Giovanni Gasparini

La principale fiera d'arte moderna e contemporanea a livello mondiale, Art Basel, ha tenuto la sua 43ma edizione dal 12 al 17 giugno, occupando per una settimana la città svizzera, trasformandola con eventi, mostre, fiere, e attraendo la presenza di decine di migliaia di collezionisti, esperti curiosi da ogni parte del mondo.
La fiera principale si è sviluppata su due piani, in cui vengono ospitate oltre 300 gallerie, oltre una sezione distaccata dedicata ad opere di dimensioni monumentali e a un numero ristretto di spazi per gallerie "giovani".
L'offerta d'arte ha attraversato oltre un secolo, dalle avanguardie del '900 al giorno d'oggi, e si è caratterizzata per una grande differenziazione di medium, con una certa enfasi comparativamente maggiore su scultura e installazioni rispetto agli anni passati, diversi video nella sezione Unlimited e una presenza oramai consolidata di arte su base fotografica.
Il piano più basso della fiera ha raccolto le principali gallerie che operano sul mercato secondario con uno stock di arte moderna consistente.
Fra questi spiccava per esperienza la pluridecennale galleria Krugier che ha venduto diverse sculture di Picasso per valori fra 500mila e 1,5 milioni di dollari, a conferma dell'appeal per le opere tridimensionali, oltre a presentare un cospicuo gruppo di lavori surrealisti.
Per il secondo dopoguerra ha dominato, invece, l'Espressionismo astratto americano con una spettacolare composizione arancione di Rothko proposta da Marborough a 78 milioni di dollari, grazie anche al nuovo record in asta del mese scorso a New York.
Molte le opere di Alexander Calder proposte, fra cui da Helly Nahmad un gigantesco lavoro offerto a 12 milioni di dollari, e sempre in ambito di scultura si è fatta notare una inconsueta presenza delle caratteristiche opere formate da lamiere d'auto di John Chamberlain, grazie alla retrospettiva in corso al Guggenheim a New York, fra cui una di oltre tre metri di altezza del 1982 venduto dalla galleria Greve per una somma milionaria, mentre lavori più piccoli e recenti quotavano attorno ai 400mila euro.
La presenza di Pop Art è risultata in qualche modo ridimensionata rispetto alla sovrabbondanza di opere di Warhol dell'anno scorso.
In ambito europeo si è notato un recupero dell'Informel francese e di Yves Klein in particolare, a cui la galleria Gmurzynska ha dedicato un'intera parete di opere nel classico colore blu IKB e "feu" con prezzi da a 1 a 2 milioni di dollari (IKB176 del 1960 a 2 milioni, IKB128 a 1 milione, F91 del 1961 a 1,2 milioni).
Per l'arte italiana spiccava una forte presenza in fiera di diverse opere di Fausto Melotti, i cui teatrini in metallo sembrano finalmente suscitare l'interesse internazionale, forse anche grazie all'esposizione in asta degli ultimi anni.
Al di la degli ormai affermati Fontana (a titolo d'esempio un "Concetto Spaziale Attese" blu intenso del 1960 (cm 65 x 80) era proposto a 2 milioni di $ da Helly Nahmad), Manzoni (due "Monocrome" in offerta alla Galleria dello Scudo a 1,8-1,9 milioni di euro) e Burri (una piccola plastica combusta offerta a 550mila € nella stessa galleria), presenti non solo in gallerie italiane, si è notata la presenza più sostenuta di Alighiero Boetti, grazie anche alla recente retrospettiva alla Tate di Londra: era offerta una Mappa da Gladstone a 1,5 milioni di $, ma anche lavori su carta "minori" nelle decine di migliaia di euro.
Per la pittura italiana del '900, la galleria Caratsch ha proposto uno stand di soli autoritratti di De Chirico, mentre spiccava in generale l'offerta di opere di Morandi, fra cui una sua prima tela d'accademia del 1911-13 proposta dalla galleria parigina de la Beraudiere a 1,5 milioni di euro.
Fra gli autori contemporanei oramai divenuti dei classici spiccava senza dubbio Gerhard Richter, grazie anche ai recenti record in asta: una sua opera astratta del 1986 di tre metri e mezzo per due incredibilmente ricca di colori, proposta dalla galleria Pace, ha trovato immediatamente un compratore nonostante il prezzo richiesto si attestasse sui 25 milioni di dollari, non esattamente una cifra popolare.
Gli operatori sono sembrati in genere contenti dei risultati delle prime giornate a conferma di un andamento di mercato positivo per la fascia alta del mercato, con la speranza che le molte opere riservate si trasformino a fine fiera in acquisti.





Lavori di Yves Klein allo stand della Galleria Gmurzynska (i due dipinti IKB erano offerti a 1 e 2 milioni di dollari)




Alighiero Boetti, Mappa proposta dalla Galleria Gladstone a 1,5 milioni di $; in basso un altro multiplo di Boetti




Monumentale opera di Alexander Calder del 1972 offerta da Helly Nahmad a 12 milioni di dollari




John Chamberlain
Deadeye Dick, 1982
Lamiere colorate, 317,cm 5 x 188 x 152,4 Venduta dalla Galerie Karsten Greve




Giorgio Morandi
Natura morta con busto di gesso, 1911-13 olio su tela, 72,6 x 60 cm.
Proposto da galleria de la Beraudiere a 1,5 milioni di euro




Il collezionista multimiliardario Eli Broad all'inaugurazione di Art Basel ammira il lavoro storico di Joseph Beuys "Liegendes Kreuz" del 1971/72 in granito




Mark Rothko
Untitled, 1954
222,3 x 176,2 cm
In offerta da Marlborough Gallery a 78 milioni di dollari




Gerhard Richter
A. B. Courbet, 1986
Olio su tela, 350 x 200 cm.
Venduto da Pace Gallery, prezzo richiesto 25 milioni di dollari
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Galleria del giorno
Studio Giangaleazzo Visconti
Direttore: Giangaleazzo Visconti di Modrone
Fondata nel: 2002
Città: Milano
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Mps Art Market Value Index

Settimana in rialzo per il Mps Art Market Value Index (+1,4%), sulla scia delle performance superiori sia del FTSE Mib (+3,1%) che dello S&P 500 (+2,0%). Tra le aste rilevanti della settimana, è stata battuta lo scorso 29 aprile da Sotheby's a New York l'asta "A Treasured Legacy: The Michael and Judy Steinhardt Judaica Collection" per 8,5 milioni di dollari, con un tasso di venduto del 92,6% per lotto e del 84,9% per valore. Ottimo risultato, oltre le aspettative, per la collezione privata di "Sir Gawaine and Lady Baillie", che ha registrato lo scorso 1 maggio a Londra 6,2 milioni di dollari. Inoltre, il 2 maggio, a Londra, è stata battuta per 9,7 milioni di dollari l'asta "Prints" con un tasso di venduto del 85,8% per lotto e del 87,7%. Per Christie's, invece, si segnalano l'asta "Prints and Multiples" battuta a New York il 30 aprile per un valore pari a 10,3 milioni di dollari e l'asta "Antiquities" che sempre nella Grande Mela è stata battuta per 6,5 milioni di dollari.