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Korean Eye 2012. 26th July – 23rd September 2012. Hyung Koo Kang. Theresa, 2011. 240 x 240 cm. Oil on aluminum. Courtesy of the artist and Arario Gallery
24 luglio 2012
Corea, nuova Cina del contemporaneo? Saatchi Gallery ci scommette
di Irina Zucca Alessandrelli

Alla domanda se l'arte contemporanea coreana può considerarsi la prossima frontiera dell'arte asiatica Dae Hyung Lee, curatore delle prime due edizioni delle collettive di Coreani presso la Saatchi Gallery di Londra (Korean Eye Moon Generation nel 2009, e Korean Eye Fantastic Ordinary nel 2010) risponde che le differenze con l'arte cinese sono molte, tra cui un collezionismo di più vecchia data in Corea, però, di certo la terza edizione della collettiva presso la Saatchi durante i giochi olimpici avrà un notevole impatto nella nuova mappatura del mercato dell'arte contemporanea. Korean Eye 2012 che si aprirà domani 25 luglio (fino al 23 settembre) presenterà la più grande mostra di artisti emergenti coreani finora organizzata con più di 100 lavori installati nell'intero spazio della galleria.

Va sottolineato che, per la prima volta, la galleria Saatchi si occupa di presentare opere d'arte che non appartengono alla propria collezione per fini non commerciali in collaborazione con altri due sponsor (la banca Standard Chartered e Parallel Media group). Per la precisione però, va anche detto che Saatchi ha già comprato alcuni di questi artisti, tra cui Yeesookyung che sarà anche in Korean Eye 2012: una sua ceramica di dimensioni medio grandi si aggira sui 50mila dollari. Quest'operazione si inserisce all'interno di un più grande progetto a favore dell'arte orientale.

Presso la Saatchi Gallery è, infatti, già stata esposta una selezione dell'arte contemporanea indonesiana (Indonesian Eye nel settembre 2011) ed, entro la fine dell'anno, seguirà una collettiva sul contemporaneo ad Hong Kong, il tutto accompagnato da due tomi di Skira sulla giovane arte coreana e indonesiana. Sempre secondo Dae Hyung Lee, creatore di Korea tomorrow, giovane fiera del contemporaneo di Seoul alla terza edizione, le passate mostre da lui curate presso la Saatchi Gallery, oltre ad aver avuto un grande successo di pubblico (circa 300mila visitatori ciascuna), hanno contribuito ad un deciso avanzamento di carriera per alcuni artisti.

Dopo aver esposto da Saatchi nel 2009, Jeon Junho è diventato artista di Documenta 2012, Lee Yongbaek ha rappresentato la Corea all'ultima Biennale di Venezia e il suo video "Angel Soldier " è stato comprato da Michael Jacobs (per 40mila dollari in edizione di 5), nella commissione acquisizioni di video e fotografia del Whitney e del MoMA. Per Korean Eye 2012 che aprirà tra breve, Serenella Ciclitira, che ne è la fondatrice, dopo una meticolosa selezione, ha scelto, insieme allo staff della Saatchi, 33 artisti da 2mila portfolio ricevuti da gallerie, curatori e scuole d'arte coreane, per la più grande mostra organizzata di soli artisti coreani.

Oltre a nuovi talenti, che avranno la fortuna di godere dell'immensa visibilità offerta da Saatchi per tutta la durata dei giochi olimpici, la Ciclitira sottolinea che ci sono anche alcuni che hanno partecipato alle due mostre precedenti, scelti ancora per l'evoluzione creativa della loro arte come Bae Joonsung, i cui dipinti lenticolari vanno dai 12mila a 20mila dollari, Kang Hyung Koo le cui opere vanno da 64mila a 150mila dollari o le sculture in ceramica di Debbie Han che si aggirano sui15mila dollari.

"I prezzi degli artisti coreani più o meno affermati – afferma Ciclitira - sono ancora molto bassi, in confronto ai colleghi cinesi"; ma Dae Hyung Lee parla di un collezionismo molto più informato di quello cinese e di una produzione artistica che si interroga in modo originale sull'identità coreana sopravvissuta all'occupazione cinese, giapponese, americana, oltre che ad una guerra con recente diaspora. Gli artisti coreani - molti dei quali sono notissimi in patria, ma ancora poco noti all'estero, e vantano una lunga serie di mostre internazionali e un'educazione in Paesi anglosassoni - hanno tutte le condizioni per entrare nel mercato dell'arte internazionale come protagonisti e superare il gap tra circuito nazionale e internazionale.


FOTO: Korean Eye 2012. 26th July – 23rd September 2012. Hyung Koo Kang. Theresa, 2011. 240 x 240 cm. Oil on aluminum. Courtesy of the artist and Arario Gallery

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