ART ECONOMY 24
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1 agosto 2012
Dopo il repentino cambio al vertice, takeover su Artnet
di Maria Adelaide Marchesoni

Riflettori puntati su Artnet l'info provider proprietario del famoso database di prezzi per il mercato dell'arte, anche se la capitalizzazione di mercato è di poco superiore ai 34 milioni di euro. Sul gruppo tedesco, quotato alla borsa di Francoforte, sarà lanciata un'offerta pubblica di acquisto volontaria da parte della lussemburghese Redline Capital Management SA. I dettagli dell'offerta non sono stati ancora annunciati, ma saranno resi noti nelle prossime settimane, dopo l'attesa assemblea annuale degli azionisti che è stata posticipata all'8 agosto.
Il prezzo dell'offerta potrebbe essere compreso tra 8 e 10 euro per azione rispetto a un valore corrente pari a 5,97 euro (quotazione del 30 luglio). Negli ultimi 12 mesi il titolo ha segnato un minimo di 2,99 euro e un massimo di 6,80 euro.
La minaccia di un takeover era da tempo nell'aria per Artnet che, negli ultimi mesi, ha dovuto far fronte alle numerose critiche degli azionisti anche per i deludenti risultati e la mancanza di un piano strategico di sviluppo in un mercato sempre più competitivo. A fine giugno, il ceo e storico azionista con il 26% del capitale, Hans Neuendorf, dopo essere stato per vent'anni saldamente al comando del gruppo, aveva rassegnato le dimissioni prima dell'assemblea annuale degli azionisti lasciando però il potere nelle mani del figlio Jacob Pabst, che non ha perso tempo e ha prontamente avviato una ristrutturazione del gruppo con la chiusura dell'omonima pubblicazione on-line licenziando i dieci dipendenti della sede di Parigi. Tuttavia la nomina di Mr. Pabst, come nuovo volto della società unitamente agli interventi sui costi, non hanno avuto un effetto duraturo e i rapporti con gli azionisti sono nuovamente peggiorati. Nel frattempo, nella compagine azionaria hanno fatto il loro ingresso Redline e Weng Fine Art (altro gruppo tedesco quotato alla borsa di Francoforte) che hanno accumulato una significativa partecipazione nel capitale di Artnet pari al 10,03 per cento.
Pertanto ciò che sembrava una mossa amichevole ora si rivela più "pericolosa" e un portavoce di Redline, ha riferito che il lancio dell'opa è scaturito dalla "poison pill" che ha come obiettivo alcuni cambiamenti alla struttura della società, sulla base di una proposta da parte di Neuendorf da sottoporre all'annuale assemblea degli azionisti, spostata dall'11 luglio al 8 agosto. La proposta, che sarà messa ai voti nella suddetta assemblea, ha come obiettivo di elevare al 75% la maggioranza del capitale necessario per attuare sostanziali cambiamenti alla struttura della società, contro l'attuale maggioranza del 50% richiesta per tali decisioni, che darebbe cosi il potere di veto a Neuendorf sulle decisioni più importanti.
Gli analisti di Skate's Art Market Research, che avevano sospeso la copertura del titolo lo scorso 25 maggio senza spiegare i motivi, hanno, in questi giorni, ripreso l'analisi sull'azione, dopo aver dichiarato che il fondatore dell'ufficio di ricerca Sergey Skaterschikov, rappresenta Redline nella trattativa.
Gli analisti non hanno espresso un giudizio operativo sul titolo, ma hanno delineato le conseguenze degli scenari dopo l'assemblea dell'8 agosto.
Se dovesse vincere lo storico azionista tale fatto comporterebbe una situazione di stallo in quanto la gestione del gruppo Artnet risulterebbe molto difficile se non impossibile con pesanti conseguenze per la situazione patrimoniale del gruppo in quanto la liquidità si sta piano piano esaurendo e i principali azionisti non sarebbero in grado di decidere in merito a un'eventuale ricapitalizzazione per mancanza della maggioranza.
Nell'eventualità, poco probabile, che qualche storico e fidato azionista di Neuendorf decidesse di optare per altre strade: semaforo verde per l'opa di Redline.
E dopo? Gli esperti di Skate's non si sbilanciano ma segnalano la necessità di intervenire sul gruppo con un piano strategico ben delineato per avviare un deciso turnaround e tornare a creare valore per gli azionisti dopo che sono state bruciate risorse per 30-35 milioni di euro nel fiorente mercato dell'arte.


Hans Neuendorf
Jacob Pabst

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Settimana in rialzo per il Mps Art Market Value Index (+1,4%), sulla scia delle performance superiori sia del FTSE Mib (+3,1%) che dello S&P 500 (+2,0%). Tra le aste rilevanti della settimana, è stata battuta lo scorso 29 aprile da Sotheby's a New York l'asta "A Treasured Legacy: The Michael and Judy Steinhardt Judaica Collection" per 8,5 milioni di dollari, con un tasso di venduto del 92,6% per lotto e del 84,9% per valore. Ottimo risultato, oltre le aspettative, per la collezione privata di "Sir Gawaine and Lady Baillie", che ha registrato lo scorso 1 maggio a Londra 6,2 milioni di dollari. Inoltre, il 2 maggio, a Londra, è stata battuta per 9,7 milioni di dollari l'asta "Prints" con un tasso di venduto del 85,8% per lotto e del 87,7%. Per Christie's, invece, si segnalano l'asta "Prints and Multiples" battuta a New York il 30 aprile per un valore pari a 10,3 milioni di dollari e l'asta "Antiquities" che sempre nella Grande Mela è stata battuta per 6,5 milioni di dollari.