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7 settembre 2012
Musée du quai Branly, nel 2011 cresce l'autofinanziamento e il contributo pubblico
di Maria Adelaide Marchesoni

Dalla sua apertura nel 2006 il Musée du Quai Branly è stato visitato da oltre 8 milioni di persone con una media annuale di 1,35 milioni di visitatori in crescita del 10% nel 2011 con un totale di 1,46 milioni di visitatori. Il successo di pubblico è stato tuttavia trainato - come viene sottolineato dal presidente del museo Stephane Martin nella relazione alla gestione 2011 - dalla qualità dell'offerta culturale del museo che possiede una straordinaria collezione di capolavori di "arte primitiva" da tutto il mondo. Maschere cerimoniali, sculture, statue votive, oggetti magici, costumi tradizionali e tessuti, ornamenti rituali, gioielli, provenienti da Africa, Asia, Oceania e America.

L'intera collezione comprende 267.417 oggetti, di cui 236.509 appartenevano in origine al laboratorio di Etnologia del Musée de l'Homme e 22.740 al Musée National des arts d'Afrique et d'Océanie. Dal 1998, il Musée du Quai Branly ha acquisito 8.168 oggetti e circa 3.600 sono gli oggetti esposti.

Tornando ai visitatori, nel 2011, sono stati venduti 780mila biglietti di ingresso con diverse tariffe che spaziano dall'ingresso al museo pari 8,5 euro (tariffa ridotta 6 euro), 7 euro (5 euro tariffa ridotta) per le mostre temporanee e 10 euro (7 euro tariffa ridotta) per il biglietto cumulativo, 5 euro per l'audioguida (2 euro per un'audioguida supplementare).
Circa il 40% dei visitatori ha avuto diritto all'ingresso gratuito e i beneficiari sono i minori di 25 anni, i disoccupati, i portatori di handicap e altre categorie protette.

Il museo ha effettuato una mappatura del pubblico sin dalla sua apertura attraverso sia un servizio interno sia con l'intervento di società specializzate o in partnership con istituzioni culturali. Nel 2011 la maggior parte dei visitatori (86%) era francese e, in particolare, residente a Parigi per il 27%, fuori Parigi per il 30%, mentre il 29% è arrivato da altre regioni della Francia. Gli stranieri sono stati il 14% e, per la maggior parte, sono arrivati dai paesi europei limitrofi e dagli Stati Uniti.

Nel 2011 le risorse di funzionamento sono aumentate a 60,4 milioni, in crescita del 5% circa con i contributi in conto esercizio versati da due ministeri, il Ministero della Cultura e della Comunicazione e quello dell'Istruzione Superiore e la ricerca, comprese le liberalità, rappresentano l'80,7% dei ricavi, ovvero 48,7 milioni di euro in aumento rispetto ai 47 milioni del 2010. L'edificio dove è situato il museo non riceve alcuna sovvenzione da parte dello Stato e pertanto tutti i lavori di ristrutturazione vengono finanziati dai flussi della gestione operativa o dai fondi del capitale di funzionamento. L'autofinanziamento, ovvero le entrate proprie, è stato pari a 11,7 milioni (escluse le liberalità) in aumento rispetto ai 10,5 milioni del 2010 per l'incremento dei ricavi da biglietteria, degli introiti per la vendita delle mostre, dei ricavi da sponsorizzazione e affitto degli spazi.

Nel 2011 i fondi raccolti dal Service du Mécénat, ovvero dalle sponsorizzazioni e di tutte le varie forme di fundraising, sono rimasti invariati rispetto all'anno precedente e si sono attestati a 1,679 milioni. Queste risorse sono state destinate per il 60% alla realizzazione di 13 esposizioni temporanee, l'11% a quattro progetti di mediazione, il 4% circa per il restauro di tre opere e un'altra quota del 4% al miglioramento della accessibilità per i soggetti disabili. Tra i principali sponsor il museo può contare sull'apporto della Fondation d'entreprise GDF Suez, la Fondation Total, le Credit Agricole Corporate and Investment Bank, che ha sponsorizzato l'esposizione Samourai, Armature du guerrier, conclusa a gennaio di quest'anno.

Sul fronte dei costi operativi il management del museo ha cercato nel corso degli ultimi anni di ottimizzare le spese oltre a mantenere un livello adeguato di copertura mediante le risorse proprie per contrastare le difficoltà del contesto economico. I costi operativi a fine 2011 hanno registrato un aumento del 2% a 52,8 milioni con le spese di funzionamento rimaste sostanzialmente stabili a 37,6 milioni, mentre gli oneri per il personale sono aumentati del 7,4%. Tra le spese più significative vi sono quelle per i servizi esterni, che nel corso del 2011 hanno tuttavia registrato un calo del 3,4% a 26,9 milioni e si riferiscono principalmente alla spesa per la produzione culturale, cioè per la realizzazione delle mostre e di tutte le altre attività comprese le spese di comunicazione.

Le risorse destinate agli investimenti sono ammontate a 9,1 milioni, in aumento del 6,2% rispetto all'anno precedente. In particolare le spese per l'acquisizione di opere d'arte sono calate passando da 2,7 a 2 milioni, in quanto nel 2010 erano stati utilizzati degli stanziamenti di anni precedenti non ancora utilizzati. Le acquisizioni sono finanziate principalmente da una sovvenzione specifica, dell'importo di 1,5 milioni, concessa dai Ministeri, mentre i mecenati del museo hanno contribuito con 50mila euro.

Tabella: Musée du quai Branly (bilancio 2011)

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