Intervista agli autori Iain Robertson e Dr. Derrick Chong
Quando stavate lavorando a "The Art Business" il mercato dell'arte era in forte espansione. E' il libro ancora di interesse nel presente "credit crunch"?
IR: Certamente. Il mercato dell'arte, con mercanti e case d'aste, esiste da più di 200 anni, una vena imprenditoriale ora ancora più attraente. Oltre all'arte come forma alternativa d'investimento, tema interessante in una fase di discesa economica, "The Art Business" tratta anche aspetti etici e legali, come l'autentificazione, incluso il ruolo della due diligence, e le ricerche sulla provenienza. Altrettanto importanti sono il conflitto d'interessi e la preservazione della fiducia pubblica, fondamentale per i musei; e poi il crimine nell'arte affascina sempre.
Come nasce l'idea del libro?
DC:"The Art Business" è stato concepito in relazione ad un programma post laurea dallo stesso nome al Sotheby's Institute of Art, che da Londra è cresciuto fino a New York e Singapore. Come progetto di un libro, segue la linea delle nostre pubblicazioni precedenti, "Understanding Art Markets" e "Arts Management", entrambi pubblicati da Routledge.
Cosa pensate dei prezzi che le opera d'arte hanno raggiunto in asta negli ultimi mesi?
IR: La vendita di Damien Hirst da Sotheby's lo stesso giorno che Lehman Brothers è crollata è stato il vertice del mercato al rialzo (bull market) per l'arte contemporanea. Da allora - nelle vendita in asta a Londra e New York e nelle fiere d'arte chiave come Frieze e Art Basel Miami Beach – c'è stata una "correzione" dei prezzi e un ritorno ai livelli del 2006 per il settore dell'arte contemporanea. Un po' dell'entusiasmo se ne è andato, ma i prezzi sono ancora forti.
Come stanno cambiando le valutazioni sull'arte?
DC: I fondamentali rimangono gli stessi: l'arte è un bene commerciato da pochi e collezionare è un'attività del tempo libero (ricreazione) di una elite. Se gli speculatori escono dal mercato è meglio per chi è nel settore da tempo. I prezzi per i dipinti antichi sono stati meno colpiti, riflettendo una minore speculazione da parte dei nuovi acquirenti.
C'è' un'attenzione nel libro ai mercati emergenti come Cina e India. Cosa sta succedendo lì ora?
IR: E' un periodo di riflessione: o rimarranno alla periferia del mondo dell'arte come emergenti o faranno parte del nucleo internazionale e di un'elite. Se analizziamo la situazione attraverso artisti e mercanti emerge che alcuni cinesi contemporanei hanno firmato con mercanti internazionali: Zhang Xiaogang e Zhang Huan con PaceWildenstein; Yang Fudong con Marian Goodman; Ai Weiwei e Cai Guo-Qiang con Albion; Zao Wou-ki con Marlborough. C'è stata una minore attività con gli artisti indiani contemporanei, ad eccezione di Subodh Gupta. I mercanti indiani come AICON, Bodhi Art e Nature Morte hanno ampliato la loro attività al di fuori dell'India; contemporaneamente alcuni mercanti basati in Cina come ShanghART, Beijing Art Now, e Red Gate sono apparsi alle principali fiere d'arte. Anche galleristi coreani come Arario e PKM stanno cercando di espandersi. Ma mercanti cinesi, indiani e coreani rimangono legati al fatto che rappresentano un numero molto limitato di artisti, cosa che rallenta la crescita. Finalmente, ora ci si domanda se le città cinesi come Pechino e Shanghai e indiane come Bombey e Nuova Dely assumeranno una maggiore importanza nel mondo dell'arte. Al momento solamente Hong Kong si è affermata come un sede credibile di aste in un certo settore del mercato.
DC: Si può anche aggiungere il ruolo emergente degli Emirati Arabi Uniti come un centro culturale nel Medio Oriente: Dubai per il mercato dell'arte; Abu Dhabi per i progetti museali. Di certo, non si può dimenticare il Qatar. Senza dubbio la competizione nella regione è salutare.
Qual è l'importanza del branding nell'attuale mercato?
DC: Branding è una forma di comunicazione aziendale (corporate). E' un modo per far crescere la reputazione di un marchio per renderlo più attraente per segmenti chiave di compratori, è una standardizzazione commerciale. In un clima di potenti mercanti d'arte – certo Gagosian, ma anche Hauser & Wirth, Yvon Lambert, PaceWildenstein, White Cube, Haunch of Venison (di proprietà di Christie's e quindi di Pinault) ed Emmanuel Perrotin – che operano in diverse sedi e rappresentano gli artisti più in voga, il valore del brand diventa più importante. Il branding è cruciale nelle fiere d'arte, una forma di clustering economico. Art Basel Miami Beach ha realmente aiutato a rivitalizzare il marchio di Art Basel; similmente Frieze Art Fair è servita come catalizzatore per le attività a Londra. Le singole fiere d'arte hanno bisogno di adattarsi e rispondere al mercato per rimanere competitive. Una volta che le promesse di una fiera d'arte deludono, la fiducia è persa tra mercanti e collezionisti. Infine, I progetti di musei nel Medio Oriente, promossi dai "musei superstar" come il Louvre e il Guggenheim, puntano tutti sul branding. L'arte è abbastanza incidentale (secondaria).
Nessun suggerimento per chi vuole investire in arte?
DC: Per lo stereotipo ricco si può suggerire di comprare basandosi sulla passione: che cosa ti scuote? Se non è l'arte, prova i cavalli da corsa o gli yachts. Per un nuovo collezionista con molto meno disponibilità economiche i disegni e le stampe di qualità sono a prezzi d'entrata accessibili; a differenza del mercato dell'arte, molti artisti – dai dipinti antichi all'attuale gruppo di artisti contemporanei – hanno assegnato grande valore ai disegni.
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 Direttore: Glauco Cavaciuti Fondata nel: 2006 Città: Milano
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