Intervista all'autore Holger Liebs
Il Suo libro si apre con profezie ironiche riguardo al destino del mondo dell'arte dopo la crisi. È già finita la crisi? Che cosa si aspetta veramente nel mondo e nel mercato dell'arte per il prossimo futuro?
La crisi non è finita, ma è stato dimostrato che la grande catastrofe è rimasta fuori dal mercato dell'arte. Probabilmente si affermerà un processo di contrazione salutare. Il mondo dell'arte diventerà più piccolo, ma l'attività oscillerà su un alto livello qualitativo.
Lei sostiene che l'arte e il denaro siano strettamente correlati e che il museo non sia libero dai meccanismi del mercato. Come reagiscono alla sua tesi i curatori e gli addetti ai lavori all'interno dei musei?
Esatto. Anche loro devono fare offerte sul mercato per acquisire opere importanti. E per fare ciò hanno bisogno di soldi. Siccome però hanno minori disponibilità economiche, devono agire in modo più astuto, veloce e intelligente dei ricchi collezionisti privati.
Il museo ha un ruolo centrale nel suo libro. Come può il museo, secondo lei, ritornare alla ribalta della scena artistica? Come può riconquistare il supporto dei collezionisti?
Il museo deve far fruttare i propri talenti, il che significa spingere la propria collezione in primo piano. D'altronde molti collezionisti privati saranno comunque presto costretti a restituire i loro tesori privati alle istituzioni pubbliche, come scrive Chris Dercon nel mio libro. Perché solo in questo modo potranno assicurare un'esistenza futura alle loro collezioni.
Nel suo saggio Beat Wyss descrive una nuova figura di collezionista che mette il sex-appeal al centro del suo atto d'acquisto. Come pensa che sia cambiata la figura del collezionista negli ultimi anni?
Sicuramente sono arrivati più speculatori e nuovi ricchi che attraverso l'arte vogliono acquistare un determinato stile di vita. Ma il fatto di collezionare arte cambia anche il collezionista. In questo caso infatti non si consuma, ma si possiede qualcosa che è privo di scopo e non scompare. Non bisogna sottovalutare il significato di questa esperienza.
Lei pone in diretto collegamento gli avvenimenti artistici e gli artisti del passato con quelli di oggi: la messa in scena di se stesso di Damien Hirst, per esempio, segue quella di Courbet; i record raggiunti all'asta trovano origine nella Querelle des Anciens et des Modernes e dall'affermazione dell'autonomia dell'arte. Quali sono le conseguenze di questa storicizzazione?
Era per me importante dimostrare nel mio libro come gli eventi attuali non siano così straordinari se li si osserva nel contesto storico. I boom e le crisi ci sono già stati. Ciò dovrebbe tranquillizzare alcuni critici che disprezzano l'arte contemporanea già solo perche è cara.
di Silvia Anna Barrilà
|
 Direttore: Giangaleazzo Visconti di Modrone Fondata nel: 2002 Città: Milano
PIÙ LETTI
2008-04-11
2008-04-11
IN EVIDENZA
Mps Art Market Value Index Settimana in rialzo per il Mps Art Market Value Index (+1,4%), sulla scia delle performance superiori sia del FTSE Mib (+3,1%) che dello S&P 500 (+2,0%). Tra le aste rilevanti della settimana, è stata battuta lo scorso 29 aprile da Sotheby's a New York l'asta "A Treasured Legacy: The Michael and Judy Steinhardt Judaica Collection" per 8,5 milioni di dollari, con un tasso di venduto del 92,6% per lotto e del 84,9% per valore. Ottimo risultato, oltre le aspettative, per la collezione privata di "Sir Gawaine and Lady Baillie", che ha registrato lo scorso 1 maggio a Londra 6,2 milioni di dollari. Inoltre, il 2 maggio, a Londra, è stata battuta per 9,7 milioni di dollari l'asta "Prints" con un tasso di venduto del 85,8% per lotto e del 87,7%. Per Christie's, invece, si segnalano l'asta "Prints and Multiples" battuta a New York il 30 aprile per un valore pari a 10,3 milioni di dollari e l'asta "Antiquities" che sempre nella Grande Mela è stata battuta per 6,5 milioni di dollari.
|