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Sabato 30 Maggio 2009
Opere giramondo, il Mibac ne muove 12mila l'anno
di Antonello Cherchi

Centinaia di migliaia di quadri, statue, reperti, gioielli che si muovono per il mondo per consentire l'allestimento di mostre ed esposizioni, così da soddisfare la sempre crescente domanda di cultura. Solo il ministero dei Beni culturali italiano manda in giro, tra l'Italia e l'estero, circa 12mila opere l'anno. E se già per la spedizione di un normale pacco si chiedono adeguate garanzie, figuriamoci quando a viaggiare è un pezzo del patrimonio che appartiene all'umanità e, come tale, dal valore inestimabile. Bisogna difenderlo dagli incidenti, dai furti, dai gesti scriteriati di vandali o terroristi. E approntarsi per scongiurare i danni che possono derivare da eventi naturali, come le alluvioni o i terremoti.
Sono questi i pericoli – come ha spiegato Cristina Acidini, soprintendente del polo museale fiorentino, nel corso di un convegno organizzato giovedì scorso a Roma dall'Associazione Civita e Axa art – che maggiormente minacciano le opere d'arte "giramondo". Ma non solo. Perché certi rischi si presentano anche quando il bene è "stanziale". I furti, per esempio, sono molto frequenti nelle chiese – meno protette di un museo – o nelle case dei collezionisti privati. È ovvio, però, che se l'opera viaggia, il rischio aumenta.
È dunque necessario disporre adeguate contromisure. A iniziare da quelle di protezione. La tecnologia dà una grossa mano. Ma per Pierluigi Aloisi, presidente del Gruppo Dab, che si occupa di sistemi integrati di sicurezza, affidarsi ai sistemi tecnologici può non bastare se gli interventi non vengono preceduti da una puntuale analisi dei rischi, da servizi tecnici disponibili in tutto l'arco delle 24 ore, da piani di sorveglianza affiancati a efficaci piani di intervento.
L'obiettivo è la salvaguardia del patrimonio in un'ottica finale di minori costi. Perché adottare piattaforme di sicurezza integrate, oltre a garantire adeguati livelli di protezione, fa anche abbattere le spese.
Il tutto, poi, ha ricadute significative sull'importo del contratto di assicurazione. In presenza, infatti, di un'analisi dei rischi della mostra e di una corretta valutazione delle opere coinvolte, il premio assicurativo si riduce. Marco Gualtieri, amministratore delegato di Vernice progetti culturali, ha portato la propria esperienza: i costi di assicurazione coprono il 39% di quelli riconducibili alla sicurezza, i quali pesano per circa il 15% sul budget complessivo dell'evento (il riferimento è alla mostra "Arte, genio, follia. Il giorno e la notte dell'artista", in corso a Santa Maria della Scala, a Siena). Anche se l'assicurazione rappresenta la quota preponderante dei costi di sicurezza, l'incidenza – ha spiegato Gualtieri – è comunque inferiore al dato medio di mercato. E questo perché, per esempio, Vernice e Axa Mps assicurazione danni hanno stipulato una convenzione che impegna le parti a cooperare.
La collaborazione aiuta anche quando si tratta dei contratti di prestito. Lo sa bene Nemo – il Network of european museum organisations, la rete di istituti e associazioni museali di 34 Paesi europei – che ha elaborato un contratto standard tradotto in 12 lingue, risultato di un'indagine comparativa avviata nel 2005.
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Mps Art Market Value Index

Settimana in rialzo per il Mps Art Market Value Index (+1,4%), sulla scia delle performance superiori sia del FTSE Mib (+3,1%) che dello S&P 500 (+2,0%). Tra le aste rilevanti della settimana, è stata battuta lo scorso 29 aprile da Sotheby's a New York l'asta "A Treasured Legacy: The Michael and Judy Steinhardt Judaica Collection" per 8,5 milioni di dollari, con un tasso di venduto del 92,6% per lotto e del 84,9% per valore. Ottimo risultato, oltre le aspettative, per la collezione privata di "Sir Gawaine and Lady Baillie", che ha registrato lo scorso 1 maggio a Londra 6,2 milioni di dollari. Inoltre, il 2 maggio, a Londra, è stata battuta per 9,7 milioni di dollari l'asta "Prints" con un tasso di venduto del 85,8% per lotto e del 87,7%. Per Christie's, invece, si segnalano l'asta "Prints and Multiples" battuta a New York il 30 aprile per un valore pari a 10,3 milioni di dollari e l'asta "Antiquities" che sempre nella Grande Mela è stata battuta per 6,5 milioni di dollari.