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Domenica 17 Aprile 2011
Gariboldi, l'allievo ceramista di Gio Ponti
di Alberto Bassi

Con l'arrivo di Gio Ponti nel 1923, l'azienda Richard-Ginori avviò un moderno dialogo fra l'antica tradizione manifatturiera nel campo della ceramica e la contemporanea cultura del progetto. Gli esiti seguiranno due direzioni. Da un parte, il rinnovamento di una produzione "alta" di forte impatto visivo e decorativo, realizzata soprattutto a Doccia (Firenze). Dall'altra, l'introduzione di un percorso di diffusione e "democraticizzazione" del prodotto ceramico attraverso pezzi destinati a una produzione seriale, eseguiti negli stabilimenti milanesi di San Cristoforo: servizi da tavola, vasi e oggetti decorativi caratterizzati da linee semplici, di linguaggio aggiornato ed elevata qualità esecutiva. Pur rimanendo negli anni vicino all'azienda, Ponti lascia la "traduzione" di questo programma progettuale e produttivo in eredità ai suoi allievi e collaboratori.
Giovanni Gariboldi (1908-1971) ne è stato in Richard-Ginori un degno interprete, lungo una strada che questa prima monografia di Giacinta Cavagna di Gualdana (su progetto grafico di Italo Lupi e prefazione di Marco Romanelli) inizia a delineare. Il sodalizio fra Ponti e Gariboldi (in azienda dal 1926) è testimoniato anche da alcune pagine pubblicitarie su «Domus» degli anni Venti, che presentano con piacevoli disegni una selezione di artefatti ceramici e sono firmati a quattro mani, dividendosi i ruoli rispettivamente di ideatore ed esecutore. Ma la situazione evolve velocemente nel corso degli anni Trenta che vedono affiancarsi diversi autori (in una situazione ancora molto da studiare e dirimere in termini attributori) fino all'immediato dopoguerra quando Gariboldi diviene art director della Richard-Ginori, occupandosi della produzione ceramica ma anche dell'allestimento dei negozi.
Attraverso documenti d'archivio e disegni originali, il volume delinea la costante ricerca, linguistica e relativa alle tecniche produttive di Gariboldi che, dal ricco repertorio decorativo adottato negli anni Trenta, conduce fino alla convinta adozione di un modus operandi tipicamente industriale. Lo testimonia il servizio impilabile "Colonna", premiato con il Compasso d'oro nel 1954: in un unico alto cilindro trova posto un intero servizio da tavola, segnato dalla duplice cromia bianca e blu.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

gariboldi. le arti decorative in italia

Cecilia Cavagna di Gualdana

Corraini Edizioni, Mantova pagg. 176|€ 40,00

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Settimana in rialzo per il Mps Art Market Value Index (+1,4%), sulla scia delle performance superiori sia del FTSE Mib (+3,1%) che dello S&P 500 (+2,0%). Tra le aste rilevanti della settimana, è stata battuta lo scorso 29 aprile da Sotheby's a New York l'asta "A Treasured Legacy: The Michael and Judy Steinhardt Judaica Collection" per 8,5 milioni di dollari, con un tasso di venduto del 92,6% per lotto e del 84,9% per valore. Ottimo risultato, oltre le aspettative, per la collezione privata di "Sir Gawaine and Lady Baillie", che ha registrato lo scorso 1 maggio a Londra 6,2 milioni di dollari. Inoltre, il 2 maggio, a Londra, è stata battuta per 9,7 milioni di dollari l'asta "Prints" con un tasso di venduto del 85,8% per lotto e del 87,7%. Per Christie's, invece, si segnalano l'asta "Prints and Multiples" battuta a New York il 30 aprile per un valore pari a 10,3 milioni di dollari e l'asta "Antiquities" che sempre nella Grande Mela è stata battuta per 6,5 milioni di dollari.