ART ECONOMY 24
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Chéri Samba, «Un vieil enfant», 2010, 135 x 200 cm, acrilico e paillettes su tela, Courtesy MAGNIN.A, photo © Florian Kleinefenn. MAGNIN.A ha venduto in fiera due tele di Chéri Samba per prezzo tra 50mila e 60mila €.
6 novembre 2010
Marrakech centro del mercato nordafricano
di Silvia Anna Barrilà

Ha portato grande fermento nella "città rossa" la prima edizione di Marrakech Art Fair (8-11 ottobre), fiera per l'arte contemporanea promossa da Hicham Daoudi, presidente di un gruppo leader per il mercato dell'arte in Marocco, la Art Holding Morocco di Casablanca, e direttore della casa d'aste Compagnie Marocaine des Œuvres et Objets. L'evento è stato accolto come un importante fattore di rivalutazione della vita culturale della città, altrimenti dominata dal turismo. Artisti e collezionisti sono giunti da ogni parte del Marocco e dalla Francia; gli organizzatori parlano di 300-400 collezionisti in totale, mille visitatori al giorno e 3.500 per l'inaugurazione.

Per Mohamed Melehi, pittore noto anche in Italia (dov'è stato sposato con Toni Maraini, sorella di Dacia) si tratta del secondo evento importante per l'arte a Marrakech dopo la mostra organizzata dagli artisti marocchini nella grande piazza Djemaa el Fna (patrimonio dell'Unesco) nel 1969. "Come prima edizione è andata bene. La fiera era piccola ma i pezzi esposti erano di qualità e l'atmosfera era vibrante" ha commentato France Aline, collezionista di Tangeri invitata alla fiera. Presenti anche Catherine Grenier e Michel Gauthier del Centre Pompidou per presentare il programma di acquisizioni nell'area che partirà nel 2011, per il quale però non sono ancora stati rivelati i nomi degli artisti.

"La fiera ha mostrato il fenomeno della globalizzazione nell'arte" afferma Hicham Daoudi "un collezionista indiano ha acquistato da una galleria egiziana, per esempio. Era presente anche il Museo Mathaf, che aprirà a dicembre a Doha. Ha comprato opere per la collezione e si è interessato anche per l'arte africana subsahariana."

Reazioni positive anche da parte dei galleristi, sebbene le vendite non siano state eccezionali. Solo 31 le gallerie presenti, di cui la metà giunte da Parigi. L'unico gallerista italiano è stato Nello di Meo, che ha sede a Parigi e ha venduto subito un'opera di David Reimondo prodotta per l'occasione rappresentante la città di Marrakech e realizzata con fette di pane tostato (16.500 €). L'opera è stata acquistata da privati francesi per la casa di Marrakech, clientela che domina il mercato locale accanto ai benestanti di Casablanca e Rabat, le città economicamente più forti. Moltissimi riad della Medina, le case che si sviluppano intorno a un cortile, sono state acquistate da europei e trasformate in ristoranti o alberghi (i prezzi vanno dai 100mila € per un riad di 100 mq da ristrutturare) e sono loro che cercano le opere d'arte per decorare gli ambienti, alimentando così il mercato.

A sentire Hicham Daoudi il futuro del Marocco è quello di diventare il luogo rappresentativo di tutto il Nordafrica: "abbiamo i collezionisti, la nostra economia è stabile, siamo vicini all'Europa e siamo più aperti rispetto agli altri paesi. Vogliamo fare di Marrakech nel Nordafrica quello che Dubai è nel Medioriente, ma rispetto a Dubai, che è troppo influenzata dal mondo arabo, vogliamo più arte europea".

La fiera, ospitata nel lussuoso resort Palace Es Saadi nel Guéliz, il quartiere moderno dove si concentrano le gallerie, ha promosso anche due importanti mostre all'interno della Medina: "Résonances", allestita al Museo di Marrakech e dedicata agli artisti marocchini nella diaspora, ha incluso nomi famosi come Mounir Fatmi, rappresentato in fiera dalla galleria Hussenot, che ha venduto "The machinery" a un privato di Dubai per 45mila € e "Divine Graffiti / Al Jabbaar" al Museo del Qatar per 20mila €; Lalla Essaydi con una nuova serie di fotografie in mostra in anteprima e vendute allo stand della Galerie Tindouf per 10-20mila €; Chourouk Hriech, i cui disegni sono stati venduti da JGM Galerie per 6mila €; Mohammed El Baz, rappresentato anch'egli da JGM Galerie ma rimasto invenduto (10mila €); e Najia Mehadji, le cui stampe fotografiche sono state cedute dalla Galleria Shart per 4mila € l'una.

L'altra mostra, "African Stories", allestita in una ex-agenzia della Banca del Marocco, è stata dedicata all'arte dell'Africa Subsahariana ed è stata curata da André Magnin, cofondatore della collezione Pigozzi. Magnin era presente anche in fiera con la galleria Magnin.A, creata nel 2009 per immettere l'arte africana sul mercato. Il rapporto con l'Africa subsahariana è stato un tema importante della fiera, come conferma Hicham Daoudi: "Ci teniamo a sottolineare che non siamo orientali, ma africani".

In generale la risposta dei collezionisti marocchini alla fiera è il forte interesse più all'arte locale che a quella proveniente dall'estero, e ciò è dovuto anche al sistema fiscale, che favorisce l'arte nazionale (gli artisti sono esentasse e le gallerie pagano l'Iva sul margine) e penalizza quella proveniente dall'estero, per cui si paga il 20% più un ulteriore 5% per le opere sopra i 6mila € (balzello e si può evitare dimostrando che l'opera proviene dall'estero presentando il certificato EUR1). Gli organizzatori stanno lavorando per ottenere un sistema fiscale migliore: "Il governo non credeva che il mercato dell'arte potesse essere importante e glielo abbiamo dimostrato" dice Hicham Daoudi, "vogliamo uno status simile a quello dell'Europa".

Naturalmente in un mercato giovane il rischio è quello della speculazione sui nomi più forti nel territorio. Il fenomeno, secondo molti, è già in essere tanto che il giovane Zakaria Ramhani, residente in Canada, si è rifiutato di vendere le sue opere in patria per due anni. I più critici sostengono che i nuovi acquirenti seguano a ruota le scelte del re Mohammed VI, che ha dato il via al collezionismo d'arte moderna e contemporanea in Marocco. Secondo Daoudi invece la speculazione non c'è ancora: "Opere acquistate sei o sette anni fa non sono più riapparse sul mercato. I collezionisti sono ispirati dall'idea romantica di acquistare per trasmettere alle generazioni successive".

La fiera ha portato Daoudi a riflettere anche sull'attività della sua casa d'aste: "renderò le aste più internazionali e includerò anche l'arte dell'Africa subsahariana e la fotografia". E per la prossima edizione della fiera? "Ci siamo sobbarcati le spese senza ricevere l'aiuto degli sponsor. È stato un grande sforzo economico produrre un evento di tale qualità. La mia compagnia ha speso tra 500mila e 600mila €. L'anno prossimo non possiamo fare la stessa cosa senza gli sponsor".


Opera di Hassan Hajjaj rimasta invenduta alla fiera di Marrakech, courtesy Matisse Art Gallery.
"Feet Up 3/7", 2009, prezzo 9.950 $, invenduta in fiera.
Lalla Essaydi, «Harem #14», ed. di 10, 150 x 122 cm, venduta da Galerie Tindouf insieme ad altre fotografie quotate tra 10mila e 20mila €, Courtesy Galerie Tindouf.
David Reimondo, «Marrakech», 2010, 167 X 168 Cm, pane e resina, venduta dalla Galerie Di Meo per 16.500 €, Courtesy Galerie di Meo.Najia Mehadji, «Volute III», 2010, 100 x 100 cm, Courtesy Galerie Shart. La Galerie Shart ha venduto stampe fotografiche di Najia Mahadji per 4mila € l'una.
Romuald Hazoumé, «Nana Wax», 2009, Plastica, tessuto, 45 x 56 x 16 cm, Courtesy MAGNIN.A, photo © Florian Kleinefenn.Mahi Binebine, «Sans titre», 160 x 140 cm, cera e pigmento su legno, Credit photo: Mahi Binebine, Courtesy Galerie Pierre Marie Vitoux.
Chéri Samba, «Un vieil enfant», 2010, 135 x 200 cm, acrilico e paillettes su tela, Courtesy MAGNIN.A, photo © Florian Kleinefenn. MAGNIN.A ha venduto in fiera due tele di Chéri Samba per prezzo tra 50mila e 60mila €.Carolle Benitah, «Les Cafards», Courtesy Galerie 127 (unica galleria di Marrakech specializzata in fotografia).
Khaled Hafez, «Contaminated Idols», 2007, acrilico e tecnica mista su tela, dittico (ognuno 150 x 200 cm), venduta a una collezione franco-marocchina. Copyright: Galerie Caprice Horn e l'artista, Courtesy Caprice Horn.
Mounir Fatmi, «Machinery», 2009, insieme di 31 lame, calligrafia, dimensioni variabili, venduto dalla Galerie Hussenot a un privato di Dubai per 45mila €, Courtesy Galerie Hussenot.
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Fondata nel: 1967
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Settimana in rialzo per il Mps Art Market Value Index (+1,4%), sulla scia delle performance superiori sia del FTSE Mib (+3,1%) che dello S&P 500 (+2,0%). Tra le aste rilevanti della settimana, è stata battuta lo scorso 29 aprile da Sotheby's a New York l'asta "A Treasured Legacy: The Michael and Judy Steinhardt Judaica Collection" per 8,5 milioni di dollari, con un tasso di venduto del 92,6% per lotto e del 84,9% per valore. Ottimo risultato, oltre le aspettative, per la collezione privata di "Sir Gawaine and Lady Baillie", che ha registrato lo scorso 1 maggio a Londra 6,2 milioni di dollari. Inoltre, il 2 maggio, a Londra, è stata battuta per 9,7 milioni di dollari l'asta "Prints" con un tasso di venduto del 85,8% per lotto e del 87,7%. Per Christie's, invece, si segnalano l'asta "Prints and Multiples" battuta a New York il 30 aprile per un valore pari a 10,3 milioni di dollari e l'asta "Antiquities" che sempre nella Grande Mela è stata battuta per 6,5 milioni di dollari.