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22 aprile 2011
Ad Art Cologne ricercati gli artisti italiani
di Silvia Anna Barrilà
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Si è conclusa domenica 17 aprile con un bilancio di 60mila visitatori la 45esima edizione dell’Art Cologne (www.artcologne.de), la fiera di Colonia che vanta il titolo di più antica fiera d’arte moderna e contemporanea al mondo. Nonostante ciò è solo negli ultimi anni che la fiera ha riconquistato il suo posto privilegiato tra le fiere internazionali e la fiducia dei galleristi, e cioè da quando Daniel Hug, già gallerista a Los Angeles, ne ha assunto la direzione tre anni fa.
La qualità è migliorata
Da allora la fiera è riuscita a riconquistare gallerie come Hauser & Wirth (www.hauserwirth.com), che ha subito installato davanti all’ingresso due gigantesche sculture di Paul McCarthy, “Apple Tree Boy” e “Apple Tree Girl” (la coppia costa 2,8 milioni di $), ma anche Lelong di Parigi (www.galerie-lelong.com), Sprüth Magers di Berlino (www.spruethmagers.com) e Leo König di New York (www.leokoenig.com). Nello stand di quest’ultimo molti visitatori si sono stupiti di trovare un’erbaccia crescere accanto a un’opera di Imi Knoebel – tra gli artisti più esposti alla fiera – per poi scoprire trattarsi di un piccolo bronzo dell’americano Tony Matelli (www.tonymatelli.com) dal prezzo di 12mila $. Il Museo Ludwig di Colonia ne ha acquistati due di recente.
In totale erano circa 200 le gallerie presenti, divise su due piani: uno dedicato al contemporaneo e l’altro all’arte moderna, con i grandi nomi dell’arte tedesca del XX secolo. Samuelis Baumgarte (Bielefeld, www.samuelis-baumgarte.com) ha organizzato una mini-retrospettiva dedicata a Heinz Mack (www.mack-kunst.com) in onore dell’80° compleanno dell’artista, con 12 opere da sei decenni di attività; da Hubertus Melsheimer (Colonia, www.melsheimer.net) si poteva ammirare uno dei pezzi più originali: una credenza in cui Günther Uecker ha piantato i suoi inconfondibili chiodi, una nicchia nel mercato dell’artista, offerta per 240mila € ed esposta a fianco ad un più classico dipinto di Lovis Corinth del 1913 (160mila €).
Vendite lente nei primi giorni
Nonostante la qualità dell’offerta, i primi giorni due giorni della fiera sono stati piuttosto calmi per quel che riguarda le vendite: “Nella mia esperienza è una fiera lenta”, ci dice Isabella Bortolozzi (www.bortolozzi.com), che ha portato opere dell’artista sarda Maria Lai per prezzi tra 35-40mila €, “in generale i collezionisti tedeschi si prendono tempo”. Anche per Federico Bianchi di Milano (www.federicobianchigallery.com) l’inizio è stato lento: il suo stand ha presentato tre generazioni di arte astratta con Radomir Damnjan, Giuseppe Armenia e Alexander Wolff. E mentre il vernissage della fiera è stato affollato, con un pubblico attento e interessato – soprattutto durante la Professional Preview organizzata da AXA Art ( www.axa-art.com) – il primo giorno è trascorso in modo molto tranquillo, con pochi brividi per i galleristi tra cui quello causato dal passaggio dei collezionisti di Miami Don e Mera Rubell ( www.rfc.museum), invitati dalla rivista tedesca Monopol ( www.monopol-magazin.de). Loro si sono fermati da Christian Ehrentraut ( www.christianehrentraut.com), già collaboratore di Eigen+Art (www.eigen-art.com), colui che li ha portati per la prima volta a Lipsia e ha fatto conoscere loro la Nuova Scuola di Lipsia. Il più noto di questi artisti, Neo Rauch, era esposto allo stand di Eigen+Art con la sua prima statua in bronzo (600mila €) e un dipinto di grandi dimensioni (3 x 5 metri), intitolato “Zähmung”, acquistato da una collezione privata inglese per 680mila €.
Il bilancio delle italiane
Comunque è positivo il bilancio per le gallerie italiane presenti: “Le vendite sono andate abbastanza bene”, dice Hélène De Franchis di Studio La Città di Verona (www.studiolacitta.it), “niente di straordinario ma abbastanza da ripagarsi le spese e portare a casa qualcosa.” La galleria ha venduto il primo giorno una ceramica di Fontana (www.fondazioneluciofontana.it) per 50mila € e nei giorni successivi opere di Hiroyuki Masuyama (15.000 €, www.hiroyukimasuyama.com), Jacob Hashimoto (48mila €) e Herbert Hamak (18mila €), oltre ad altri pezzi più piccoli. “Ho venduto prevalentemente a gente che conosco. Noi andiamo lì da tanti anni e quindi ci conoscono e si fidano”, continua De Franchis, “altre gallerie italiane non sono rimaste soddisfatte perché le gallerie straniere in genere hanno maggiori difficoltà a vendere a Colonia”. La Galleria d’arte maggiore di Bologna (www.maggioregam.com), che condivideva un grande stand con Studio la Città in cui le due gallerie hanno creato un dialogo tra opere di artisti storici e artisti contemporanei, ha venduto una natura morta di Morandi (www.giorgiomorandi.it): “Abbiamo riscontrato un grande interesse nei confronti dei nomi storici italiani”, dichiara Alessia Calarota della galleria, “è una fiera che ha mercato, ma l’approccio tedesco è diverso. Il pubblico è molto riservato, preparato e sa quello che vuole”.
Premio Maurice Lacroix alla Polonia
Segnaliamo, infine, il premio Maurice Lacroix (www.mauricelacroix.de) rivolto alle giovani gallerie. Lo stand premiato è stato quello della galleria di Varsavia Raster (www.raster.art.pl), effettivamente uno dei più belli insieme a quello di Meessen de Clercq di Bruxelles (www.meessendeclercq.com). La galleria polacca ha portato opere di Rafał Bujnowski per (7-19mila €), Aneta Grzeszykowska per 14mila € e di Michał Budny per 3-10mila €.
 | Ingresso della fiera con "Apple Tree Boy & Apple Tree Girl" di Paul McCarthy, 2,8 milioni di $ la coppia da Hauser & Wirth (foto Silvia Anna Barrilà). |
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 | Conferenza stampa dell'Art Cologne 2011 con il direttore Daniel Hug (al centro; foto Silvia Anna Barrilà). |
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 | Stand di Leo König (New York) con un'opera di Imi Knoebel e "Weed" di Tony Matelli in vendita per 12mila $ (foto Silvia Anna Barrilà). |
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 | Günther Uecker, "Stehpult", 1988, Chiodi su legno, h 113 cm, 240.000 €, e Lovis Corinth, "Sterbender Krieger", 1913, olio su tela, 56 x 40 cm, 160.000 €, esposti presso lo stand di Hubertus Melsheimer (foto Silvia Anna Barrilà). |
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 | Don e Mera Rubell in un incontro con il pubblico organizzato dalla rivista Monopol (foto Silvia Anna Barrilà). |
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 | Il gallerista Gerd Harry Lybke di Eigen+ Art dietro alla statua di Neo Rauch, "Nachhut", bronzo, ed. di 3, fuso da Noack a Berlino, 600.000 €, courtesy Art Cologne. |
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 | Hiroyuki Masuyama, "J.M.W.Turner, Ancient Italy, Ovid banished from Rome, 1838", 2008, lightbox, immagine digitale composta da 300 fotografie, 94,6 x 125 x 4 cm, Courtesy Studio La Città, Verona. |
 | Stand della galleria Raster, premiata con il Premio Maurice Delacroix, courtesy Art Cologne. |
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 | Ernst Ludwig Kirchner, "Totentanz der Mary Wigman, olio su tela, 1926/28, Gordon 839, 4,3milioni di € presso la galleria Henze & Ketterer & Triebold – l'opera più cara offerta all'Art Cologne. La vendita più cara è avvenuta presso lo stand di Klaus Benden con l'opera di Tom Wesselmann "Smoker", ceduta per 2,3 milioni di €. |
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 | Sculture di Martin Städeli esposte nella sezione Open Space presso lo stand di Vittorio Manalese & Fils, in vendita per 4.500 € (foto Silvia Anna Barrilà). |
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 | La gigantesca pila di pentole e padelle "Pots and Pans" di Robert Therrien, esposta nella sezione Open Space da Sprüth & Magers (foto Silvia Anna Barrilà). |
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 Direttore: Patrizia Serra Fondata nel: 1983 Città: Milano
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